Santa María delle anime del purgatorio

Cari compagni viaggiatori ☕️

Siete mai stati alla chiesa di santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco? 

Dunque, lo sapete che c’è una leggenda che vive in parallelo con la chiesa?

Ok. 

Allora facciamo un passo indietro.

La chiesa nasce intorno al 1616, per volontà della congrega delle anime del purgatorio, un’associazione che si occupava di dare sepoltura ai morti poveri e di pregare per le anime “pezzentelle” cioè quelle dimenticate da tutti. 

Napoli all’epoca viveva in un periodo abbastanza catastrofico: la peste del 1656 segnò un tasso di mortalità altissimo. Molti, senza nome, venivano sepolti nelle fosse comuni. 

Da qui il culto delle anime “pezzentelle”, ossia la decisione di pregare, omaggiare il morto senza nome. 

Secondo la tradizione popolare, le anime del purgatorio vagano sotto la chiesa, nell’ipogeo, dove sono raccolti tanti teschi, in attesa di ascendere al paradiso.

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I vivi possono adottare simbolicamente uno dei teschi, detto “capuzzella” , in cambio questi offrono consigli, protezione e perfino i numeri del lotto. 

Le donne del quartiere, le cosiddette “anime devote”scendevano nella cripta e sceglievano  un teschio abbandonato, lo sistemavano dentro una teca dopo averlo pulito, lo trattavano come se fosse una persona viva parlandogli e curandolo.

Se l’anima era riconoscente veniva in sogno portando favori e messaggi.

La leggenda riflette alcuni aspetti della cultura napoletana: 

Un rapporto con la morte molto stretto dove i defunti sono “presenti” nella vita quotidiana. Napoli poi è famosa per L’altruismo e la cooperatività tra le persone e ricorda anche chi è stato dimenticato con rispetto e memoria.

Ancora oggi la chiesa è visitabile, il museo e l’ ipogeo si pagano 7€ , però vale la pena davvero. Le capuzzelle sono vere, appartengono a vittime di povertà, epidemie e abbandono. 

Io consiglio di visitarlo per vedere con i propri occhi quanto Napoli sia generosa, addirittura adottando queste povere anime sole. Questo per dimostrare che a Napoli non sei mai solo, perché c’è sempre qualcuno che si prende cura di te. 

Alla prossima tappa! 

🇬🇧

Dear fellow travelers ☕️

Have you ever been to the Church of Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco?
Well, did you know there’s a legend that exists alongside this church?

Alright—let’s take a step back.

The church was founded around 1616 by the Congregation of the Souls in Purgatory, an association devoted to burying the poor and praying for the so-called “pezzentelle” souls—those forgotten by everyone.

At the time, Naples was going through a devastating period. The plague of 1656 caused an extremely high death toll, and many people, left without names, were buried in mass graves.

From this emerged the cult of the “pezzentelle” souls: the act of praying for and honoring the unnamed dead.

According to popular tradition, the souls in purgatory wander beneath the church, in the hypogeum, where countless skulls are kept, waiting to ascend to heaven.
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The living can symbolically adopt one of these skulls, called a “capuzzella.” In return, these souls may offer advice, protection, and even lottery numbers.

The women of the neighborhood, known as the “devout souls,” would go down into the crypt and choose an abandoned skull. After cleaning it, they would place it in a small case and care for it as if it were a living person—talking to it and tending to it.
If the soul was grateful, it would appear in dreams, bringing messages or granting favors.

This legend reflects key aspects of Neapolitan culture:
a close relationship with death, where the deceased remain present in everyday life. Naples is also known for its strong sense of altruism and community, remembering even those who were forgotten with respect and care.

Even today, the church can be visited. Entry to the museum and hypogeum costs €7, and it’s truly worth it. The skulls are real—they belonged to victims of poverty, epidemics, and abandonment.

I highly recommend visiting to see firsthand how generous Naples can be—so much so that it “adopts” these lonely souls. It’s a powerful reminder that in Naples, you are never truly alone, because there is always someone who cares for you.

See you at the next stop!


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